Un sito web può essere considerato accessibile quando…
Daniele Gilio

Un sito web può essere considerato accessibile quando è conforme agli standard WCAG 2.1 e alle normative europee.
Preferisci che il controllo lo facciamo noi?
Verifichiamo il sito sui criteri WCAG e ti diamo l’elenco degli interventi in ordine di priorità.
→ test di accessibilità del sito
Sapevi che circa il 50% delle aziende e organizzazioni sta oggi valutando l’accessibilità digitale come un fattore chiave per mantenere e aumentare la propria competitività sul mercato?
L’accessibilità non è più solo un obbligo legale: garantire che un sito web sia fruibile e usabile da tutti, comprese le persone con disabilità, è diventato un elemento essenziale per offrire un’esperienza inclusiva e migliorare la reputazione del brand.
Inoltre, un sito accessibile può raggiungere un pubblico più ampio, favorire una migliore user experience e prevenire sanzioni.
In questo articolo ti spiegheremo come testare l’accessibilità di un sito web, utilizzando sia strumenti online che soluzioni professionali, e come renderlo conforme alle normative vigenti.
Un sito web può essere considerato accessibile quando… cos’è l’accessibilità di un sito web spiegato semplice
L’accessibilità di un sito web significa che tutte le persone, indipendentemente dalle loro capacità fisiche, sensoriali o cognitive, possono usare e navigare il sito senza difficoltà.
In pratica, un sito accessibile permette a chi ha disabilità visive, uditive, motorie o cognitive di accedere alle informazioni e ai servizi offerti online.
L’accessibilità digitale si basa su alcuni principi fondamentali.
Prima di tutto, il sito deve essere percepibile: ogni contenuto deve essere presentato in modi che tutti possano vedere o sentire, anche con l’aiuto di tecnologie assistive come lettori di schermo.
Poi deve essere utilizzabile: tutte le funzioni devono essere accessibili da tastiera o altri dispositivi, non solo con il mouse.
Il sito deve essere comprensibile: testi chiari e una struttura semplice aiutano chi ha difficoltà di lettura o apprendimento.
Infine, deve essere robusto, cioè funzionare bene su diversi browser e dispositivi, inclusi quelli usati da persone con disabilità.
Garantire l’accessibilità significa creare un web inclusivo, dove nessuno resta escluso. Oltre a essere un gesto di rispetto, è anche un obbligo previsto dalle leggi in molti paesi.
Siti web accessibili: perchè sono importanti
Benefici di avere un sito accessibile
Testare l’accessibilità di un sito web è fondamentale perché permette a tutte le persone, comprese quelle con disabilità, di navigare e usare i servizi senza difficoltà.
Un sito accessibile migliora l’esperienza di tutti gli utenti, rendendo la navigazione più semplice e intuitiva.
Inoltre, un sito accessibile raggiunge un pubblico più ampio, aumentando opportunità di business e visibilità online.
Rispetta anche i valori di uguaglianza e inclusione, sempre più importanti nella società digitale.
European Accessibility Act: obblighi e novità
L’European Accessibility Act (EAA) impone dal 28 giugno 2025 alle imprese che offrono ai consumatori alcuni servizi, come e-commerce, servizi bancari, trasporti e telecomunicazioni, di renderli accessibili, compresi i siti e le app con cui li offrono.
Questa legge uniforma gli standard di accessibilità in tutta Europa per favorire l’inclusione digitale.
Non rispettare questa nuova norma sull’accessibilità può comportare multe, azioni legali e danni reputazionali.
Chi deve adattarsi?
Le imprese che forniscono ai consumatori i servizi previsti dalla norma, dal 28 giugno 2025. Sono esentate le microimprese che forniscono servizi; secondo AgID restano fuori anche i servizi rivolti solo ad aziende e professionisti. Non basta avere un sito aziendale per rientrare nell’obbligo.
Come dimostrare che un sito web è accessibile?
Per le aziende che rientrano nell’EAA la norma chiede di spiegare, nelle condizioni generali del servizio o in un documento equivalente, come il servizio rispetta i requisiti di accessibilità.
Queste informazioni devono essere disponibili al pubblico, anche in forma accessibile, e vanno conservate finché il servizio è attivo.
La Dichiarazione di Accessibilità da pubblicare sulla piattaforma di AgID riguarda invece soprattutto le pubbliche amministrazioni: le aziende che forniscono servizi soggetti all’EAA non la presentano.
Test accessibilità sito web: come farlo?
Strumenti online per una verifica generica
Per capire se il tuo sito web è accessibile, puoi iniziare utilizzando alcuni strumenti disponibili online.
Questi tool sono facili da usare e forniscono un controllo rapido sui principali problemi di accessibilità.
Tra i più popolari ci sono:
- WAVE: uno strumento che analizza le pagine web e segnala errori visivi e di struttura che possono rendere difficile la navigazione per persone con disabilità.
- Axe: un’estensione per browser che identifica automaticamente problemi di accessibilità e suggerisce come risolverli.
- Lighthouse: integrato in Google Chrome, questo tool fornisce un report completo che include anche l’accessibilità, evidenziando aspetti da migliorare.
Questi strumenti sono ottimi per avere una prima panoramica e individuare errori evidenti, ma NON sostituiscono un’analisi approfondita.
Test di accessibilità professionali
Per un controllo completo e affidabile, soprattutto per siti aziendali o istituzionali, è consigliabile affidarsi a test di accessibilità del sito professionali.
I servizi specializzati offrono audit dettagliati, coinvolgono anche persone con disabilità per test reali, e verificano la conformità agli standard WCAG 2.1 e alle normative europee.
Richiedi audit di accessibilità
Come si svolge il test di accessibilità
Audit tecnico e manuale
Il primo passo consiste in un audit, ovvero un controllo dettagliato del sito.
Questo include sia test automatici con software specializzati, sia verifiche manuali fatte da esperti che simulano l’esperienza degli utenti con disabilità.
In questo modo si possono individuare problemi che gli strumenti automatici potrebbero non rilevare.
Analisi della conformità rispetto a WCAG 2.1 e standard europei
Durante il test si verifica se il sito rispetta le linee guida internazionali WCAG 2.1, che sono il riferimento principale per l’accessibilità digitale, e le normative europee, come l’European Accessibility Act.
Creazione del report
Al termine dell’audit, viene preparato un report dettagliato. Questo documento contiene:
- Un elenco chiaro e preciso di tutti i problemi di accessibilità trovati sul sito.
- Suggerimenti pratici e specifici su come correggere ciascun problema.
- L’indicazione delle aree più critiche, cioè quelle che richiedono interventi urgenti o prioritari per migliorare l’accessibilità.
Siti web accessibili: considerazioni finali
Se almeno una volta hai cercato “Un sito web può essere considerato accessibile quando…” su Google, ora dovresti aver raccolto tutte le info utili per essere informato in materia e agire tempestivamente per rendere accessibile il tuo sito.
Noi di *redmango svolgiamo test di accessibilità siti web. Richiedi una valutazione strategica senza impegno: capiremo insieme cosa serve davvero e come metterlo in pratica, in modo efficace e sostenibile.
A che punto siamo: testare l’accessibilità dopo giugno 2025
L’European Accessibility Act si applica da più di un anno: dal 28 giugno 2025 le imprese che offrono ai consumatori i servizi previsti dalla norma, come e-commerce, servizi bancari e trasporti, devono essere conformi, con l’esenzione delle microimprese che forniscono servizi. Per chi rientra nella norma il test di accessibilità ha cambiato funzione: prima serviva a prepararsi a una scadenza, oggi serve a misurare un’esposizione legale già attiva.
Il rischio per chi non ha mai verificato il proprio sito è duplice. Sul fronte normativo, il decreto italiano di recepimento prevede richieste di adeguamento entro termini precisi e sanzioni pecuniarie, e i controlli possono partire dalla segnalazione di un utente. Sul fronte economico, una remediation fatta d’urgenza dopo una diffida costa più di un piano di interventi ordinato, perché comprime i tempi e tocca il sito in produzione.
Per un’azienda strutturata la sequenza ragionevole è quella vista sopra: audit tecnico e manuale per fotografare lo stato attuale, report con le priorità di intervento, correzioni a partire dalle pagine che generano lead e fatturato, informazioni sull’accessibilità nelle condizioni generali del servizio e test ripetuti a ogni rilascio.
Richiedi una valutazione strategica per sapere se il tuo sito è conforme e quanto lavoro serve per arrivarci.


