Taboo Nails
Consulenza SEO per aziende
Audit, strategia ed esecuzione SEO per aziende strutturate, da remoto in tutta Italia.
La SEO non si giudica dalle posizioni su Google, ma dai clienti che porta. Un sito può comparire in prima pagina per molte ricerche e non ricevere quasi nessuna richiesta, se quelle ricerche non le fa chi compra.
Lavoriamo con aziende strutturate in cui il sito ha un ruolo preciso nelle vendite, e che vogliono capire perché non rende quanto dovrebbe. Si parte dai dati, non dalle opinioni: prima un audit tecnico del sito, poi la scelta delle ricerche su cui vale la pena competere, poi il lavoro su struttura, contenuti e link, misurato su contatti e fatturato.
Una call per capire quanto la ricerca organica può pesare sulle tue vendite, e se siamo le persone giuste per farla crescere.
Il modulo chiede quattro cose: il tuo ruolo, due righe sul progetto, il budget indicativo e i contatti. Ti ricontatta un consulente, non un automatismo.
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Per chi è (e per chi no)
Ha senso per aziende già avviate che si riconoscono in almeno una di queste situazioni:
- Il traffico c’è, i contatti no. Il sito riceve visite, ma su ricerche lontane da quello che vendi o su pagine che non convertono.
- Quasi tutti i contatti arrivano dalle campagne a pagamento, e il costo per ottenerli continua a salire.
- È in arrivo un nuovo sito o un cambio di piattaforma. Coinvolgere la SEO prima del progetto evita di perdere posizionamenti costruiti in anni.
- Chi compete con te compare prima di te sulle ricerche che portano clienti, e più si aspetta, più il distacco cresce.
- Hai un team marketing interno che esegue bene, ma gli manca una direzione SEO e qualcuno che verifichi il lavoro.
Non è il servizio giusto se i risultati servono entro poche settimane: la ricerca organica cresce in mesi, e per la domanda immediata serve una gestione professionale di Google Ads. Non lo è nemmeno se in azienda nessuno potrà mettere in pratica le raccomandazioni e l’esecuzione non vuoi affidarla all’esterno. E non lo è se cerchi una garanzia di prima pagina: le decisioni le prende Google, e chi promette posizioni sta vendendo, non consigliando.
Cosa comprende la consulenza SEO
A qualcuno servono tutti i servizi SEO, ad altri solo la direzione. Il perimetro si definisce nella proposta, in base alle persone che hai in azienda, e si rivede dopo l’audit. Queste sono le attività su cui lavoriamo.
Audit del punto di partenza
Una fotografia dello stato del sito: scansione e indicizzazione, struttura degli URL, velocità di caricamento, contenuti duplicati o deboli, profilo dei backlink, posizionamento rispetto ai concorrenti diretti. L’audit si chiude con un report che elenca i problemi e cosa fare per ciascuno. Senza questa base, qualunque strategia è un’ipotesi.
Strategia SEO e roadmap
L’audit va tradotto in un piano: interventi ordinati per impatto e sforzo, con responsabilità chiare su cosa facciamo noi, cosa il tuo team, cosa gli sviluppatori. Un elenco chilometrico di raccomandazioni senza priorità non è una roadmap: è un modo elegante per non decidere.
Ricerca delle parole chiave
Si parte dalle parole che usano i tuoi clienti quando cercano quello che vendi, non da una lista standard di settore. L’analisi pesa volume di ricerca, concorrenza e soprattutto intento commerciale, e assegna a ogni pagina del sito una ricerca principale con le sue varianti.
SEO tecnica e on-page
Architettura del sito, indicizzazione, velocità, dati strutturati, e poi il lavoro pagina per pagina: title, description, titoli, testi, URL, testi alternativi delle immagini. È la parte meno visibile ed è quella che condiziona tutto il resto: se Google non scansiona e non capisce bene il sito, anche i contenuti migliori restano invisibili.
Contenuti
Testi delle pagine di servizio e di prodotto, e articoli che rispondono alle domande dei clienti prima che arrivino al contatto. Li scrive il nostro team di copy oppure chi scrive già in azienda, con indicazioni costruite sulle ricerche reali.
Link e autorevolezza
Google tratta i link da altri siti come voti di fiducia, e premia quelli ottenuti in modo naturale. Lavoriamo su contenuti che meritano di essere citati e su relazioni con siti pertinenti al tuo settore. Non compriamo pacchetti di link: violano le linee guida di Google ed espongono il dominio a penalizzazioni.
KPI e misura
I KPI guardano a quello che conta per il business: traffico organico sulle pagine che generano fatturato, conversioni da ricerca organica, posizionamento sulle ricerche con intento commerciale. Il report è trimestrale, ed è una scelta: sulla SEO un mese è troppo poco per distinguere una tendenza da un’oscillazione. Serve a decidere cosa continuare, cosa correggere e cosa fermare.
Come lavoriamo
Prima si analizza, poi si decide. Il percorso va dall’analisi alla strategia SEO fino alla misura, e dopo il primo giro diventa un ciclo.
- Analisi — audit tecnico del sito, lettura dei dati disponibili e confronto con i concorrenti, insieme ad alcune domande sul modello di business: chi sono i clienti migliori, quali prodotti o servizi contano di più per l’azienda.
- Correzione degli errori tecnici — i problemi di scansione, indicizzazione e velocità si risolvono prima di tutto il resto, altrimenti le ottimizzazioni successive non incidono.
- Parole chiave e architettura — le ricerche su cui competere vengono assegnate alle pagine esistenti o a pagine nuove, e la struttura del sito si adatta di conseguenza.
- Pagine e contenuti — le pagine che contano vengono riscritte o ampliate; i contenuti nuovi si pubblicano dove la domanda li giustifica.
- Autorevolezza — il lavoro sui link parte quando il sito ha pagine che meritano di essere citate, non prima.
- Misura e revisione — monitoraggio di traffico, conversioni e posizioni, e correzione della strategia quando i dati lo chiedono: gli algoritmi cambiano, e i concorrenti pure.
Progetti in cui la SEO ha avuto un ruolo
Tre casi, con i dati completi sulle pagine dei progetti:
- Notaio Bonomo — un sito con gravi problemi di contenuti duplicati e un’infrastruttura datata, che frenavano la visibilità dello studio. Nuovo sito, revisione SEO dei contenuti esistenti e un blog che risponde alle domande di chi ha una pratica in mano: +70.000 € di fatturato annuale.
- Taboo Nails — un ecommerce appena realizzato da un’altra agenzia, su cui i clienti faticavano perfino a confermare l’ordine. Lo abbiamo rifatto su Shopify, con analisi delle parole chiave e contenuti SEO per il blog: +470% di click dalla ricerca organica. Il rilancio nel suo insieme, tra ecommerce, SEO e social, ha portato +300% di ordini rispetto al semestre di lancio.
- Palazzo Petrucci — ristorante stellato sulla baia di Posillipo, in un mercato competitivo come la ristorazione di alto livello. Redesign del sito e lavoro su struttura e contenuti SEO: +180% di traffico.
In nessuno dei tre casi la SEO ha lavorato da sola: è partita insieme a un sito nuovo e, per Taboo Nails, alla gestione dei social. Per questo l’audit guarda anche a come il sito trasforma le visite in contatti. Vedi tutti i progetti.
Cosa fa la SEO per un’azienda
La SEO (Search Engine Optimization) è il lavoro che rende un sito comprensibile e rilevante per Google, così che compaia tra i risultati organici quando qualcuno cerca ciò che l’azienda offre.
Il suo valore sta nell’accumulo. Una pagina che si posiziona continua a portare visite senza che si paghi ogni clic, e ogni contenuto che funziona si somma a quelli precedenti. In cambio chiede tempo e continuità: un progetto SEO interrotto a metà lascia poco, uno portato avanti con metodo diventa un canale commerciale stabile.
Le leve del posizionamento SEO
Velocità, resa su smartphone e assenza di errori tecnici sono requisiti di base: da soli non fanno salire un sito, ma quando mancano lo frenano. Sopra quella base il posizionamento dipende da quattro leve, che funzionano solo insieme.
Struttura del sito
Un sito cresce per aggiunte: una sezione nuova, una landing per una campagna, un catalogo che si allarga. Dopo qualche anno la gerarchia non corrisponde più a quello che l’azienda vende. Se le pagine commerciali sono sepolte lontano dalla home e poco collegate dal resto del sito, Google le considera secondarie, e le tratta di conseguenza. Il segnale tipico: si posizionano la home e qualche articolo, le pagine di servizio o di categoria no.
Una pagina per ogni ricerca
Quando più pagine inseguono la stessa ricerca, Google fatica a scegliere quale mostrare e spesso non ne premia nessuna. Succede nei siti con molte pagine simili: schede prodotto quasi identiche, landing che si sovrappongono, articoli che trattano lo stesso tema da angoli diversi. Il rimedio non è ripetere la parola chiave ovunque, che rende il testo faticoso e ottiene l’effetto opposto, ma decidere quale pagina risponde a quale domanda. Se produci macchine per il confezionamento, è la pagina delle confezionatrici sottovuoto a doversi posizionare su quella ricerca; le altre la richiamano, invece di farle concorrenza.
Qualità dei contenuti
Google chiede ai contenuti di dimostrare esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità: il criterio che nelle sue linee guida si chiama E-E-A-T. In pratica vuol dire esempi concreti, dati, risposte complete alle domande che i clienti fanno davvero. Quando manca, lo si vede subito: testi che potrebbero stare sul sito di qualunque concorrente. Un’azienda ha un vantaggio che nessun sito generalista può copiare, perché conosce il proprio mestiere.
Autorevolezza del dominio
A parità di contenuti, Google premia il sito di cui parlano altri siti affidabili. Come si costruisce questa reputazione dipende dal modello di business. Per un’attività che vive delle ricerche nella propria area contano la scheda Google Business Profile, le recensioni e le citazioni locali, come spieghiamo nella guida alla local SEO. Per chi vende online contano i contenuti che attirano link e le collaborazioni con siti del settore, insieme alle ottimizzazioni del catalogo descritte nella guida alla SEO per ecommerce.
Come scegliere una consulenza SEO professionale
Una proposta di consulenza va letta come qualsiasi altro investimento aziendale. Quattro domande aiutano a separare un lavoro strutturato da una fornitura generica:
- Parte dai tuoi obiettivi di business o da un pacchetto uguale per tutti?
- Distingue tra traffico e fatturato? Portare visite su ricerche lontane dalla tua offerta gonfia i grafici, non il conto economico.
- Esplicita il metodo? Cosa succede nei primi mesi, chi implementa, con quale cadenza si misura.
- Chiede di vedere i dati del sito prima di fare previsioni? Chi fa previsioni senza aver visto i numeri le sta inventando.
Poi contano i casi verificabili: progetti con i dati, clienti che si possono chiamare, recensioni non scelte da chi le pubblica.
Cosa devi avere in mano dopo i primi mesi
Un audit del punto di partenza, una roadmap con priorità e responsabilità, KPI legati al fatturato e non solo alle posizioni, un report periodico che si chiude con delle decisioni. Se manca una di queste cose, non stai comprando una consulenza: stai comprando ore.
I segnali d’allarme
- «Prima pagina garantita». Una garanzia di posizionamento serve a far firmare, non a lavorare.
- Tempi irrealistici. Chi promette risultati organici in poche settimane usa scorciatoie che espongono il dominio a penalizzazioni.
- Report fatti solo di posizioni, senza una riga su contatti, ordini o ricavi.
- Nessuna domanda sul tuo modello di business nel primo incontro: la strategia sarà generica.
- Metodi «riservati» che non si possono spiegare. La SEO seria si documenta passaggio per passaggio.
Consulente SEO singolo o agenzia?
La risposta dipende da chi hai già in casa.
Un consulente singolo è la scelta adatta quando il team marketing è strutturato: serve uno specialista che indirizzi e verifichi, mentre l’esecuzione resta interna.
Un’agenzia ha senso quando la SEO deve lavorare insieme agli altri canali e l’esecuzione non può essere interna. Il valore non è la somma dei servizi ma il coordinamento: sviluppo, contenuti, advertising e analisi sulla stessa strategia, senza rimpalli tra fornitori.
Noi siamo un’agenzia, ma non vendiamo il pacchetto completo a chi non ne ha bisogno: possiamo lavorare accanto al tuo reparto marketing o al tuo sviluppatore con la sola direzione SEO, oppure occuparci anche dell’esecuzione. In ogni caso la consulenza SEO rende di più quando fa parte della strategia di marketing, invece di correre come un canale a sé. E se il nodo è a monte (quali canali, con quale budget, verso quali clienti), il punto di partenza è una consulenza di marketing.
Domande frequenti
Cosa fa, in concreto, un consulente SEO?
Legge i dati del sito e del mercato, decide su quali ricerche competere e in che ordine intervenire, poi verifica che il lavoro si traduca in contatti. A seconda dell’incarico si occupa anche dell’esecuzione: interventi tecnici, contenuti, link. Quello che non dovrebbe fare è consegnare un elenco di raccomandazioni e sparire.
In quanto tempo si vedono i risultati della SEO?
La crescita organica si misura in mesi, non in settimane. Quanti, dipende da tre fattori: da dove parte il sito, quanto è competitivo il mercato, con che velocità vengono messe in pratica le raccomandazioni. Dopo l’analisi possiamo darti una stima motivata e un piano per arrivarci.
Lavorate da remoto?
Sì, lavoriamo da remoto con aziende in tutta Italia. Le priorità cambiano quando i clienti arrivano soprattutto dalla propria zona, perché entrano in gioco la scheda Google Business Profile e le ricerche con il nome della città. Per le aziende del Piemonte c’è la nostra consulenza SEO a Torino. Per quelle milanesi lavoriamo da remoto, senza un ufficio in città: qui trovi come funziona la nostra agenzia SEO a Milano.
Abbiamo già un’agenzia o uno sviluppatore: ha senso sentirvi?
Sì. Capita che il problema non sia il fornitore ma quello che gli è stato chiesto: una SEO senza obiettivi commerciali, un sito rifatto senza pensare alle ricerche che portavano clienti. E se dall’analisi risulta che la strada è già quella giusta, lo diciamo senza giri di parole.
Cosa dobbiamo preparare per partire?
Per la prima call basta raccontarci il progetto. Per iniziare il lavoro servono gli accessi ai dati del sito e gli obiettivi commerciali, perché senza questi non c’è modo di collegare la SEO al fatturato.
Stiamo rifacendo il sito: quando va coinvolta la SEO?
Prima di disegnare la struttura, non a sito finito. Una migrazione gestita male può far perdere il traffico organico che il vecchio sito portava, e i contatti che ne arrivavano. Servono la mappatura degli URL esistenti con i redirect 301, la verifica delle pagine che oggi portano traffico e un monitoraggio attento dopo il rilascio.
Quanto costa una consulenza SEO?
Non abbiamo un listino di servizi SEO, perché due progetti raramente si somigliano. Il costo dipende da:
- dimensione e stato tecnico del sito: numero di pagine, lingue, piattaforma, errori da correggere;
- competitività del mercato: quanto sono presidiate le ricerche su cui vuoi posizionarti;
- perimetro: solo direzione e verifica, oppure anche esecuzione tecnica, contenuti e link;
- volume di contenuti da scrivere o riscrivere;
- migrazioni o rifacimenti del sito in corso.
Dopo una prima call sul tuo caso, se possiamo esserti utili ricevi una proposta scritta, con numeri e tempi; se non possiamo, te lo diciamo. Richiedi una valutazione strategica: si parte da lì.
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