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Accessibilità siti web

Come richiedere dichiarazione di accessibilità siti web

Daniele Gilio

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Lo sapevi che nel 2023 il 94,8% dei siti web analizzati presentava almeno un errore critico di accessibilità?

Proprio per questo, dal 28 giugno 2025, tutte le PMI e le grandi imprese hanno l’obbligo di adeguare i loro siti web per garantire un accesso pienamente inclusivo a tutti gli utenti, comprese le persone con disabilità, ed evitare costose sanzioni.

Ma cosa serve davvero per essere conformi? Basta effettuare un test di accessibilità sul sito e compilare correttamente la dichiarazione di accessibilità.

In questo articolo ti spieghiamo, passo dopo passo, come fare tutto questo in modo semplice e chiaro.

Cos’è la Dichiarazione di accessibilità

La Dichiarazione di accessibilità è un documento ufficiale che descrive quanto un sito web o un servizio digitale sia accessibile alle persone con disabilità.

In pratica, spiega quali misure sono state adottate per permettere a tutti, indipendentemente dalle loro capacità fisiche o sensoriali, di usare e navigare il sito senza difficoltà.

Questa dichiarazione non è solo una buona pratica, ma un vero e proprio obbligo previsto dalla legge, soprattutto per enti pubblici e alcune aziende private.

Serve a garantire trasparenza, mostrando agli utenti quali parti del sito sono accessibili e quali potrebbero ancora presentare delle barriere.

Inoltre, la Dichiarazione di accessibilità deve essere facilmente trovabile sul sito stesso, così da offrire a chiunque la possibilità di verificare il livello di accessibilità e capire come vengono gestiti eventuali problemi o richieste di supporto.

Quando è necessario fare la Dichiarazione di Accessibilità?

La Dichiarazione di accessibilità è obbligatoria dal 28 giugno 2025 per molte aziende e settori.

Chi è impattato?

Sono escluse solo le microimprese, cioè quelle con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro. Tutte le PMI e le grandi imprese sono invece soggette all’obbligo, in vigore dal giugno 2025.

Settori coinvolti

  • E-Commerce: Vendita online di prodotti e servizi.
  • Banche e Finanza: Home banking, app di pagamento, servizi assicurativi.
  • Trasporti: Biglietterie online, app di prenotazione voli, treni, autobus.
  • Telecomunicazioni: Servizi telefonici, internet e relative app.
  • Software e App: Applicazioni desktop, mobile e piattaforme web rivolte al pubblico.
  • Piattaforme media: Streaming video, audio, editoria digitale, portali di contenuti.
  • Web Agency e Sviluppatori: Chi crea siti o app deve assicurare l’accessibilità per i propri clienti.

Tempistiche e scadenze

La Dichiarazione di accessibilità deve essere redatta e resa disponibile al momento del lancio del sito o dell’app. Per i servizi già online, la scadenza fissata dalla normativa europea — il 28 giugno 2025 — è già passata: chi non ha ancora provveduto è fuori termine, non in anticipo sui tempi.

È inoltre fondamentale aggiornare la dichiarazione ogni volta che si effettuano modifiche significative che possono influire sull’accessibilità del servizio.

Di chi è la responsabilità (e cosa si rischia)

Un punto che in azienda conviene chiarire subito: la responsabilità della conformità è del titolare del servizio digitale, non di chi lo ha sviluppato. Se l’ecommerce o l’area clienti presentano barriere, davanti alle autorità di vigilanza risponde l’impresa che li mette sul mercato, anche quando la realizzazione tecnica è stata interamente affidata a un fornitore esterno.

L’obbligo nasce dall’European Accessibility Act, la direttiva europea recepita anche in Italia: se vuoi inquadrare la logica della norma e i soggetti coinvolti, abbiamo dedicato un approfondimento a cosa cambia con l’European Accessibility Act.

Le conseguenze, però, non si esauriscono nelle sanzioni previste dalla normativa. Per un brand strutturato il danno più difficile da recuperare è quello reputazionale: una contestazione pubblica sull’accessibilità racconta ai clienti — e ai concorrenti — un’azienda che ha scelto di non occuparsi di una parte del proprio pubblico.

La dichiarazione va quindi trattata come gli altri adempimenti che toccano il rischio d’impresa: un responsabile interno individuato, un fornitore che documenta ciò che consegna, una verifica periodica della coerenza tra ciò che si dichiara e ciò che l’utente sperimenta davvero.

Dove compilare la Dichiarazione di Accessibilità

Per compilare correttamente la Dichiarazione di accessibilità bisognerà rivolgersi ai siti ufficiali e alle piattaforme di riferimento previste dalla normativa.

In Italia, la Dichiarazione di accessibilità va redatta seguendo le indicazioni dell’European Accessibility Act e pubblicata sul proprio sito web.

È possibile utilizzare modelli e linee guida messi a disposizione da enti come AGID (Agenzia per l’Italia Digitale), che offre strumenti e template ufficiali per compilare la dichiarazione in modo conforme.


Qui non solo avrete la possibilità di compilare la dichiarazione ma anche consultare le guide gratuite alla corretta compilazione.

Poi, una volta redatta la dichiarazione, dovrà essere facilmente trovabile e accessibile da tutti gli utenti, solitamente tramite un link ben visibile nel footer (piè di pagina) del sito o all’interno di una sezione dedicata all’accessibilità o ai diritti degli utenti.

Come compilare la Dichiarazione di Accessibilità

Compilare correttamente la Dichiarazione di accessibilità è un passaggio fondamentale per dimostrare l’impegno verso un sito inclusivo e conforme alla legge.

Ecco i passaggi principali da seguire e le informazioni da includere.

Passaggi da seguire con dati e informazioni da inserire

  1. Identificazione del soggetto responsabile: inserisci i dati dell’organizzazione o dell’azienda proprietaria del sito o servizio digitale, come nome, indirizzo, e-mail e recapiti.
  2. Descrizione del sito o servizio: indica chiaramente qual è il sito web, app o servizio digitale oggetto della dichiarazione.
  3. Livello di conformità: specifica a quale livello delle WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) il sito si conforma, ad esempio WCAG 2.1 livello AA.
  4. Descrizione delle misure adottate: spiega quali azioni sono state intraprese per garantire l’accessibilità, come audit periodici, test con utenti disabili, aggiornamenti tecnici.
  5. Limitazioni e contenuti non conformi: segnala eventuali elementi o aree del sito che non sono ancora pienamente accessibili e le ragioni.
  6. Procedura per segnalare problemi: indica come gli utenti possono comunicare difficoltà riscontrate, con contatti chiari e tempi di risposta.
  7. Data di pubblicazione e aggiornamento: riporta la data in cui la dichiarazione è stata redatta e l’ultima revisione effettuata.

Consigli su come descrivere le misure adottate per garantire l’accessibilità

  • Sii chiaro e trasparente: spiega in modo semplice quali strumenti e metodi usi per assicurare l’accessibilità, ad esempio audit automatici, test manuali, formazione del personale.
  • Evidenzia l’impegno continuo: sottolinea che l’accessibilità è un processo in evoluzione, con aggiornamenti regolari e miglioramenti costanti.
  • Specifica eventuali collaborazioni: se lavori con esperti esterni o associazioni di persone con disabilità, menzionalo per rafforzare la credibilità.
  • Usa un linguaggio positivo ma realistico: evita promesse eccessive, ma mostra la volontà di risolvere rapidamente eventuali problemi.

Cosa chiedere al proprio fornitore web

Se guidi il marketing o l’azienda, la domanda operativa non è “come si sistema tecnicamente il sito”, ma “il mio fornitore sta gestendo questo tema, e come me lo dimostra?”. Questi sono i punti su cui pretendere risposte precise:

  • A che livello WCAG è conforme il sito oggi? La risposta deve poggiare su un audit documentato, non su un’impressione. “Il sito è a posto” senza un report alla mano non è una risposta.
  • Quali sono le non conformità note e con quali priorità verranno risolte? Un elenco di limiti con tempi e responsabilità vale più di qualsiasi rassicurazione generica: è anche il materiale da cui nasce una dichiarazione onesta.
  • Chi redige e chi aggiorna la dichiarazione di accessibilità? Va messo per iscritto chi fa cosa: il fornitore prepara la parte tecnica, ma il documento resta dell’azienda, che ne risponde.
  • Come viene garantita l’accessibilità dei nuovi sviluppi? Ogni nuova sezione, template o landing page deve nascere conforme, altrimenti la dichiarazione invecchia a ogni rilascio.

Se le risposte non arrivano, o arrivano vaghe, il problema non è solo l’accessibilità: è il livello di controllo che hai sul tuo asset digitale. In alcuni casi conviene valutare un progetto nuovo, accessibile fin dall’architettura, piuttosto che rincorrere correzioni su una piattaforma datata: è l’approccio che seguiamo nei nostri progetti di creazione siti web.

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Da *redmango puoi richiedere un test completo di accessibilità per il tuo sito web.

Analizzeremo ogni aspetto tecnico e di usabilità per identificare eventuali barriere e problemi di conformità.

Inoltre, ti supporteremo nella correzione degli errori rilevati, guidandoti passo dopo passo verso un sito accessibile e pienamente conforme alle normative europee.

Contattaci senza impegno, capiremo insieme cosa serve davvero e come metterlo in pratica, in modo efficace e sostenibile.

Perché conviene muoversi ora: la conformità come decisione di business

Vista dalla direzione, la dichiarazione di accessibilità può sembrare l’ennesimo adempimento da delegare e dimenticare. Vista dal mercato, è una decisione che produce ritorni su più fronti.

  • Controllo del rischio. Chi si adegua per scelta lavora con i propri tempi e il proprio budget; chi si adegua dopo una segnalazione lavora con i tempi dell’autorità, in emergenza e con il sito già sotto osservazione.
  • Mercato più ampio. Un sito accessibile funziona meglio per tutti: persone con disabilità, clienti più anziani, utenti che navigano da mobile in condizioni non ideali. Escluderli non è una posizione neutra: è domanda lasciata ai concorrenti.
  • Qualità tecnica. Molti requisiti di accessibilità coincidono con le buone pratiche di sviluppo: struttura semantica, gerarchie chiare, testi alternativi, contenuti leggibili. Un intervento serio sull’accessibilità di norma migliora anche l’esperienza d’uso e la comprensibilità del sito per i motori di ricerca.
  • Credibilità commerciale. Nelle forniture B2B e nei rapporti con clienti enterprise la conformità viene sempre più spesso verificata a monte: presentarsi con una dichiarazione solida e aggiornata è un argomento a favore, arrivare senza è un’obiezione da gestire.

Per il quadro completo dei requisiti tecnici — criteri WCAG, strumenti di verifica, impatti su design e contenuti — trovi il nostro approfondimento su tutto ciò che devi sapere sull’accessibilità dei siti web.

A che punto siamo: la dichiarazione dopo giugno 2025

La scadenza del 28 giugno 2025 è alle spalle da più di un anno. Per PMI e grandi imprese che offrono servizi digitali al pubblico — le microimprese restano escluse — la dichiarazione di accessibilità è oggi un documento dovuto, che autorità e utenti possono verificare in qualsiasi momento.

Questo cambia la natura del rischio. Un sito senza dichiarazione segnala immediatamente la non conformità; una dichiarazione che attesta livelli di accessibilità smentiti dai fatti espone ancora di più, perché mette per iscritto un impegno non mantenuto. In Italia la vigilanza sui servizi digitali fa capo ad AgID sulla base del decreto di recepimento dell’EAA, che prevede richieste di adeguamento entro termini definiti e sanzioni pecuniarie; le verifiche possono nascere anche dalla segnalazione di un singolo utente.

L’ordine corretto delle operazioni, per chi deve ancora mettersi in regola, resta quello descritto in questo articolo: prima l’audit, perché la dichiarazione deve fotografare lo stato reale del sito, poi la compilazione secondo i modelli AgID, la pubblicazione nel footer e l’aggiornamento a ogni modifica rilevante.

Se vuoi capire quanto dista il tuo sito dalla piena conformità e cosa scrivere nella dichiarazione, richiedi una valutazione strategica gratuita.

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